Molti sono i luoghi comuni e le credenze circa lo Psicologo e l’attività che svolge.     Vediamone alcuni, allo scopo di far chiarezza e comprendere meglio  questa figura professionale.

 

1   LE CURE PSICOLOGICHE SONO CARE !

In realtà il costo di un colloquio psicologico è piuttosto  variabile.

L’Ordine Nazionale degli Psicologi e gli ordini regionali degli Psicologi forniscono  delle indicazioni orientative sui costi delle prestazioni psicologiche.  

Nel Testo unico della tariffa professionale degli Psicologi vediamo che alla voce “seduta di consulenza e/o sostegno psicologico individuale” corrisponde una tariffa minima di 35 euro e massima di 115 .                                              

Inoltre si legge che  per la determinazione dell’onorario fra il massimo e il minimo stabilito, [lo la complessità della prestazione richiesta;

  • l’appartenenza del cliente a categorie a beneficio delle quali sono state stipulate convenzioni;
  • l’urgenza della prestazione;
  • la situazione socio – economica del cliente.

Quindi possiamo dire che il costo risulta piuttosto variabile e comunque nulla ci vieta di contattare il professionista per conoscere le tariffe da lui applicate.

 

2  NELLO STUDIO DELLO PSICOLOGO CI DEVE ESSERE UN LETTINO

Spesso l’aspettativa di chi si reca dallo Psicologo per la prima volta è di trovarsi un lettino, sul quale poi distendersi , e raccontarsi…  mentre lo Psicologo rimane alle sue spalle, svolgendo un ruolo piuttosto passivo.

In  realtà, la stragrande maggioranza dei trattamenti psicologici e psicoterapeutici prevede che i due interlocutori siano seduti uno di fronte all’altro.

E’ solo un tipo di intervento (la psicoanalisi, nello specifico) a prevedere che il paziente sia steso su un lettino e che il professionista sia seduto dietro di lui.

 

3. SE UNO HA BISOGNO DI SFOGARSI NON SERVE CHE VADA DALLO PSICOLOGO , E’ SUFFICIENTE CHE PARLI CON UN AMICO

Luogo comune da sfatare solo in parte.  Perchè è indubbio che parlare con un amico ci dia sollievo nei momenti di difficoltà e un consiglio per risolvere le piccole crisi che quotidianamente affrontiamo.         

Confidarci e confrontarci con una persona di cui ci fidiamo è piacevole e soprattutto “sano”.

Ma è anche qualcosa di completamente diverso dall’intervento di un professionista della salute mentale.

Lo Psicologo non è un amico, non possiede solo una buona capacità di comprensione e una buona empatia, ma soprattutto possiede le conoscenze sulla mente umana e il suo funzionamento, e  le competenze scientifiche necessarie per prevenire e risolvere un disagio psicologico.

Lo Psicologo infatti  possiede gli strumenti e le tecniche che la ricerca gli ha messo in mano per guidare il paziente verso la comprensione e la modificazione attiva di quei comportamenti, atteggiamenti, credenze, affetti che possono essere causa della sua sofferenza.

4.  IO SONO IL MIGLIOR PSICOLOGO DI ME STESSO

Anche questa affermazione è solo in parte da sfatare. E’ fuor di dubbio che nella nostra testa ci siamo noi e noi solamente.

 Qualsiasi professionista della salute mentale non sarà mai in grado di conoscerci e aiutarci se non siamo noi a consentirglielo e a lasciargli la “porta aperta” o almeno socchiusa…

Ci sono momenti, però, in cui è proprio il fatto di “essere nella nostra pelle” e di non riuscire a vederci da fuori che non ci permette di trovare la chiave per risolvere  situazioni che ci fanno soffrire. È necessario allora un punto di vista “fuori da noi”, imparziale, obiettivo ma soprattutto capace perché supportato dall’esperienza e dalle conoscenza scientifiche.

5. DALLO PSICOLOGO CI VANNO I MATTI

Consultare uno Psicologo non significa essere “svitati” o “diversi”, quanto piuttosto accorgersi di eventuali stati conflittuali che possono inclinare il proprio benessere.

La sofferenza mentale esiste e tutti noi ne possiamo soffrire.

Stare male psicologicamente può significare essere talmente tristi da non trovare conforto in nulla. Può significare  avere dei pensieri fissi che si ostinano a stare nella nostra mente e ostacolano il nostro vivere poiché non sappiamo come mandarli via. 
Può significare avere paura di qualcosa che in fin dei conti sappiamo essere innocuo.

È importante sapere distinguere quando la sofferenza psicologica è sana, passeggera, come in un periodo di forte stress, da quando è indispensabile cercare un supporto.
Andare dallo psicologo, non vuol dire essere “matti”, o “diversi”, ma essere responsabili, prendersi cura della propria salute nel senso più ampio, significa migliorare la propria qualità di vita.

Vale la pena ricordare, date le nuove e numerose figure proliferate negli ultimi anni (counselor, life coach,…) che uno Psicologo per definirsi tale deve necessariamente essere iscritto all’Albo degli Psicologi, unica garanzia della sua preparazione tecnica e competenza.    L’iscrizione all’Albo è pubblicamente verificabile tramite il sito degli ordini nazionale e regionale degli Psicologi (www.psy.it).


 

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